La storia di uno stile leggendario
Il gran maestro Yip Man
Il gran maestro Yip Man
Fra gli stili di Kung-Fu sicuramente il Wing-Chun trova un posto di rilievo per la sua versatilità, semplice da apprendere ma devastante strumento in ogni situazione reale di difesa. Chi creò il Wing-Chun fu la monaca taoista del tempio di Shaolin nella provincia di Henan in Cina. Il suo nome era Ng-Mui, la quale come tutti i monaci Shaolin era esperta nell’arte del combattimento, in particolare nello stile dei cinque animali: gru, serpente, tigre, leopardo, drago.

Dopo anni di studio, Ng-Mui si rese conto che lo stile appreso nel tempio era poco pratico per una donna. Inoltre, la sua applicazione nel combattimento e nella difesa reale risultava difficile e poco efficace, specialmente contro avversari molto forti e robusti. Così decise di rielaborare le tecniche della gru e del serpente che molto bene si adattavano ai più deboli e alle donne per la morbidezza e l’assenza di forza. Curando molto le tecniche di piede, introdusse i calci bassi e medi eliminando definitivamente quelli alti, inservibili in un confronto diretto dove l’idea è di chiudere il combattimento ad una distanza ravvicinata e nel minor tempo possibile. Padrona del nuovo sistema, lo tramandò alla sua prima allieva, una ragazza di nome Yim-Wing-Chun (Meraviglioso giorno di primavera) da cui lo stile prese il nome.

In tempi recenti, la diffusione del Wing-Chun si deve ad un grande maestro Yip Man. Ebbe numerosi allievi, tutti rigorosamente cinesi, tra i quali il mitico Bruce Lee. Fino a 30 anni fa circa, questo stile era precluso agli occidentali e quindi insegnato segretamente.
Victor Kan
Victor Kan

Yip-Man fu l’insegnante del gran Maestro Cintura nera 10° Chieh Kan-Wah-Chit, più conosciuto come Victor Kan, dal quale il maestro Roberto Montalbetti (Cintura nera 6° Chieh) fu allievo diretto.

Caratteristiche tecniche dello stile


Il Wing-Chun basa lo studio delle sue tecniche sulla linea centrale del corpo, concetto che ritroviamo anche nelle esecuzioni più elaborate. Pone inoltre molta enfasi sull’economia del movimento e sulla chiusura della distanza per portare a termine, in pochi istanti, il combattimento. In questo stile di Kung-Fu vi sono soltanto due posizioni per il corpo dalle quali si sviluppa l’intero sistema. A differenza di altri stili di Arte marziale in generale, il Wing-Chun Kung-Fu ha soltanto due tipi di pugni e numerosi tecniche di palmo. Vi sono anche tecniche di ginocchio, di gomito, dita, testate, Chin-Na (leve articolari), proiezioni e lotta a terra; fanno del Wing-Chun uno stile d’arte marziale molto aggressiva e devastante. I calci sono portati ad altezza media e medio bassa e più specificatamente allo stomaco, organi genitali, alle articolazioni del ginocchio, tibie, caviglie…
Come ogni stile tradizionale, anche il Wing-Chun ha le sue forme senza armi come lo studio del sistema.

· Siu-Nim-Tao = La piccola idea
Considerata il cuore del sistema (principianti)
· Chum-Kiu = La ricerca del contatto
Forma di livello intermedio (cintura nera 7° Chi)
· Biu-Tze = L'arte mortale di colpire con le dita
Forma di livello avanzato (1° Chieh)

Vi è una grande attenzione allo studio e alla pratica continua della Chi–Sau (braccia appiccicose) e della Chi-Tui (gambe appiccicose). Questo complesso esercizio, che è praticato di continuo, rende istintiva e veloce ogni azione di attacco e difesa. Uno studio a parte viene dedicato per il Muk-Yang-Cong (uomo di legno), un attrezzo che serve per l’allenamento solista di 118 tecniche. L’apprendimento di questa forma è strettamente riservato agli istruttori superiori. Si chiude l’apprendimento dell’intero stile con lo studio delle armi. Il Wing-Chun ne ha due:

· Bart-Cham-Dao (sciabole a farfalla)
Forma e tecniche
· Luk-Dim-Boon-Kwun (bastone lungo di 2,70m)
Forma e tecniche

Uno sguardo al futuro
Dovendo analizzare a fondo la spinosa questione della difesa personale, possiamo affermare con sicurezza che il Wing-Chun Kung-Fu è perfetto nella sua completezza; per la sua natura copre tutte le esigenze del combattimento reale e da strada. Reale e non sportivo, perchè nella strada non ci sono regole. L’unica cosa che conta è sopravvivere!
Questo ha portato negli ultimi dieci anni il Wing-Chun ad essere il sistema d’arte marziale che maggiormente viene praticato dai corpi speciali in diverse parti del mondo, ma anche da gente comune. Donne, uomini, giovani e anziani hanno finalmente trovato la giusta via aderente alla realtà quotidiana. Tutto questo grazie alla semplicità delle tecniche e, soprattutto, alla reale e devastante efficacia nell’azione di lotta. Il Wing-Chun è forse uno dei pochi stili d’arte marziale che oggi si pratica come 300 anni fa. Infatti, la sua attualità, pur essendo molto antico, ne fa uno stile unico nel suo genere, troppo spesso copiato da altre arti a discapito della purezza. Alcune scuole, accanto all’insegnamento tradizionale, aggiungono un insegnamento diverso, che esula dalla tradizione per dare spazio a tecniche provenienti da altre specialitą, tutto questo per dare maggior conoscenza ai futuri insegnanti. Nella scuola del Sifu (Maestro) Montalbetti è possibile fare questa esperienza. Il Maestro cura personalmente la preparazione dei suoi istruttori impartendo loro, oltre al tradizionale, un bagaglio tecnico proveniente da più di 40 anni d’esperienza nelle arti marziali e nelle tecniche militari.

Le massime
· Sii flessibile come il giunco, ma agile e veloce come la gru ed il serpente
· Segui la linea diritta e centrale
· Mai indietreggiare
· Sii fiero di praticare Wing-Chun
· Il valore delle 3P (Praticare-Praticare-Praticare)